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L’antica “Potentia” viene collocata sulle sponde del Casuentus (Basento), mentre le origini risalgono al periodo greco o alla penetrazione romana in Lucania (148 a.C.) quando venne formata la colonia “Potentia Picena”, di cui non sussiste un rapporto all’infuori del nome.
Forse si formò un insediamento abitativo intorno all’anno mille a.C.
Nel sec. IV a.C. viene citata Potentia romana che fu municipium iscritto alla tribù Pomptina.
Durante il periodo dell’impero romano fu florido centro che decadde verso la fine dello stesso anche in concomitanza con lo sviluppo di “Grumentum”.
Nel 402 fu saccheggiata da Alarico, successivamente venne annessa al ducato di Benevento e poi al principato di Salerno.
Nel sec. X furono effettuate notevoli fortificazioni a difesa dei Saraceni.
Nel periodo degli Svevi fu città demaniale.
Nel 1268 fu centro dell’insurrezione ghibellina.
Nel 1269 fu saccheggiata da Carlo I d’Angiò.
Nel 1273 fu distrutta dal terremoto, quindi ricostruita ed affidata in feudo (1301) a Giovanni Pipino.
In seguito fu conquistata da Roberto Sanseverino.
Nel 1356 venne occupata da Stefano Voivoda, quindi nuovamente dai Sanseverino.
Appartenne al Regno di Napoli e ad altri feudatari.
Nel 1435 fu assegnata a Junico de Guevara, da Alfonso d’Aragona, con privilegi.
In seguito fu feudo dei Lannoy ed infine dei Loffredo.
Il Convento di San Francesco fu eretto nel 1264 e dieci anni dopo la chiesa in stile gotico-romano; il convento fu soppresso nel 1809 e in parte demolito e in parte trasformato in sede di tribunale, mentre l’attuale convento è stato ricavato da una Cappella della “congrega” del settecento; la chiesa custodisce un’icona della “Madonna del Terremoto” (sec. XIV), un Crocifisso in legno del seicento, affreschi del trecento, campanile con finestre.
Il Palazzo Arcivescovile fu eretto per volere di Achille Caracciolo, vescovo di Potenza dal 1616 al 1623, mentre accanto all’arco Scafarelli (antica porta della cinta muraria) sorge il Duomo.
Il Duomo, intitolato al patrono della città San Gerardo da Piacenza (vescovo dal 1111 al 1119), fu eretto nel 1197-1200, ampliato nel 1250, ricostruito nel 1783-1799, restaurato dopo il terremoto del 1930 ed i bombardamenti dell’ultima guerra; conserva poche parti dell’originaria costruzione, interno ad una navata con cupola affrescata, nella Cappella di San Gerardo si custodiscono le reliquie del Santo.
In via N.Sauro  ha sede l’Archivio di Stato.
Nel 1981 è stata istituita l’Università della Basilicata.
In via Ciccotti ha sede il Museo Archeologico Provinciale, con documentazioni dalla preistoria alla tarda età dell’impero romano.
La chiesa della Trinità, eretta nel sec. XIII, fu ricostruita dopo il terremoto del 1857.
La chiesa di San Michele Arcangelo, eretta nel sec. XII, con tozzo campanile quadrato a tre piani, conserva una tavola del quattrocento.
La chiesa di Santa Maria del Sepolcro fu eretta nel 1266, sopra un antico oratorio dei Templari, rimaneggiata nel 1498 e 1650, interno a due navate di cui una con soffitto del seicento in cassettoni di legno dorato, abside a semicupola, arco di trionfo del sec. XIII, custodisce (dal 1656) la reliquia del sangue di Cristo (portata dalla Palestina da Ruggero Sanseverino) destinata alla città di Grumento, di cui una parte fu portata a Potenza (nel 1648) dal vescovo Claverio, conserva pregevoli opere d’arte.
Nel periodo natalizio viene allestito il “Presepe vivente” all’aperto con personaggi in costume.
Il 29 maggio si svolge la “Sfilata dei Turchi” con corteo in costume che rappresenta la leggenda in quattro quadri viventi, trombettieri e alfieri seguiti da angioletti che annuncino la vittoria, schiavi saraceni trascinano una nave con il Santo che benedice con il Gran Turco che procede in carrozza, sfilata delle guarnigioni delle quattro porte rionali, le guardie d’onore scortano l’effigie illuminata del Santo.
La prima domenica di settembre si svolge (in località San Luca Branca) il “Festival Internazionale di Arti Pirotecniche” con professionisti provenienti da tutto il mondo.
Nel mese di ottobre si svolge un gran festival di arte culinaria con specialità della regione, come le “luganighe” (salsicce piccanti), i “maccheroni a ferretti”, le “recchietelle”, gli “strascinati” (o cavatielli).




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