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Turismo a Venosa

Le origini risalgono alla città apula “Venusia” .
Nel 65 a.C. ha dato i natali al poeta latino Quinto Orazio Flacco.
Nel 291 a.C. fu conquistata dal console L. Postumio, diventando colonia romana.
Dopo la sconfitta di Canne (contro Annibale) i romani ricostruirono il loro esercito a Venosa e fu difesa con successo dal console Claudio Nerone, nel 207 a.C., dall’attacco di Annibale.
Diventò municipio romano iscritto alla tribù Orazia.
Nell’alto medioevo fu roccaforte longobarda.
Nel 662 fu conquistata dai Bizantini e due volte occupata dai Saraceni.
Fu riconquistata dal duca longobardo di Benevento e ripresa dai Bizantini nel 976 che la posero sotto il catapano di Bari.
Nel 1041 fu occupata dai Normanni, diventando contea di Dragone d’Altavilla, che fece costruire (1046) l’Abbazia benedettina della Trinità, consacrata nel 1059 dal papa Nicolò II.
Nel 1127 si ribellò, ma fu costretta alla resa (1133) da Ruggero II, che ne distrusse le fortificazioni e le mura.
Fece parte del regno di Federico II, poi si schierò contro Manfredi, ma tornò presto con gli Svevi partecipando all’insurrezione ghibellina del 1268.
Nel 1269 fu scelta da Carlo I d’Angiò come sede dell’ospizio per gli invalidi di guerra.
I seguito fu possesso dei Durazzeschi, di Giordano Colonna, dei Sanseverino, dei Caracciolo, degli Orsini, dei Del Balzo.
Nel 1459 fu distrutta da Giovanni Antonio Orsini e dal terremoto, quindi fu ricostruita da Pirro Del Balzo (1470) con castello fortificato.
Nel 1501 fu conquistata dagli Spagnoli ed in seguito fu affidata ai Gesualdo, ai Buoncompagni, ai Ludovisi, ai Caracciolo di Torella.
Il Castello di Venosa fu costruito da Pirro Del Balzo, duca di Andria, nel 1470 sopra un’antica cattedrale, ha pianta quadrata con torri cilindriche agli angoli sopra bastioni a scarpata, circondato da un profondo fossato; fu luogo d’incontro fra Torquato Tasso e Carlo Gesualdo.
Nel Castello ha sede il Museo Archeologico Nazionale, la Biblioteca Comunale.
Accanto al castello si trova la chiesa del Purgatorio con campanile incorporato nella facciata, conserva una tela di C. Maratta.
Un rudere viene identificato come (forse) la tomba di Marco Claudio Marcello (morto nel 208 a.C.) cinque volte eletto console e detto “la spada di Roma”, nel 222 a.C. fu vittorioso contro gli Insubri a Casteggio, tenne in scacco Annibale, conquistò Siracusa (211 a.C.) e fu ucciso in un’imboscata presso Venosa, però nel rudere sono stati ritrovati oggetti femminili del sec. I a.C. per cui viene smentita la presenza delle spoglie del console romano.
Il Palazzo Calvino è sede del Municipio, con all’interno dipinti e busti in gesso di Giacomo Di Chirico.
La Cattedrale, dedicata a Sant’Andrea Apostolo, fu costruita nel 1470-1502 per volontà del duca Pirro Del Balzo, con portale in marmo del 1512, campanile con murati reperti romani, ruderi romani con fregi ed iscrizioni, interno a croce egizia con tre navate, cappella del Sacramento con arco in marmo del 1520, conserva pregevoli dipinti, un’icona bizantina del duecento, nella cripta si custodisce la tomba di Maria Donata Orsini, moglie di Pirro Del Balzo, morta nel 1485.
La casa (detta) di Orazio è quanto resta di un’antica “domus” patrizia romana.
L’Anfiteatro romano risale all’epoca imperiale, nelle vicinanze si trovano rinvenimenti archeologici di parte di un quartiere della città romana, un edificio termale con parti dell’impianto di riscaldamento e pavimenti a mosaico, mentre a fianco dell’Abbazia della trinità si trovano le fondazioni di un battistero paleocristiano.
L’Abbazia della Trinità è composta da tre parti: la chiesa vecchia, la sede abbaziale, la chiesa nuova.
La chiesa vecchia fu eretta, dai benedettini nel periodo prima dell’arrivo dei Normanni, sopra i resti di una chiesa paleocristiana costruita sopra un tempio pagano dedicato a Imene; nel 1059 fu consacrata da Nicolò II e (nello stesso anno) Roberto il Guiscardo vi fece raccogliere i resti dei fratelli Guglielmo Braccio di Ferro, Drogone ed Umfredo, quindi vi furono sepolti lo stesso Roberto il Guiscardo (morto a Cefalonia nel 1085) ed un altro fratello, Guglielmo del Principato.
La costruzione della chiesa nuova iniziò nel 1135 ad opera dei benedettini, ma si fermò con il completamento delle mura perimetrali; nel 1297, Bonifacio VIII, l’affidò agli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme che comunque non la terminarono.
Nella chiesa vecchia si trova la tomba di Aberarda, prima moglie di Roberto il Guiscardo (sposata nel 1048 e separata nel 1058), che in seconde nozze sposò Riccardo (nipote del primo marito, figlio del conte Drogone) ed in terze nozze sposò Ruggero di Pomareda, mentre nella navata destra si trova la tomba degli Altavilla.
La zona vicina all’Abbazia è stata costituita in Parco Archeologico con ritrovamenti dell’impianto urbano dell’epoca romana e poco vicino si trovano le Catacombe ebraiche e paleocristiane, scavate nel tufo vulcanico.
La chiesa di San Biagio conserva un gruppo in pietra del sec. XV.
La chiesa di Santa Maria della Scala custodisce un soffitto in legno intagliato e dorato del sec. XVII e dipinti del quattrocento.



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